Scuola_"ARIAACQUATERRAFUOCO": i quattro elementi
FATA
Una tradizione culturale antica e profonda, e tuttora viva nell’esperienza comune, ci ha consegnato una visione del mondo secondo una serie di archetipi cosmici, i Quattro Elementi: Aria, Acqua, Terra, Fuoco; questa visione viene qui proposta nell’ottica della Globalità del Linguaggi.
L’idea di partenza, nel percorso che questa metodologia propone, è che anche noi, esseri umani, siamo fatti della stessa materia e delle stesse leggi dell’universo; dai miti emerge simbolicamente che da sempre l’uomo è stato consapevole che il corpo è costituito dall’unione dei Quattro Elementi.
Questi descrivono l’esperienza del mondo quale si presenta al nostro corpo sensoriale; proprio per questo, tale modello conoscitivo è uno strumento non riservato a pochi specialisti ma utilizzabile da tutti.
Una prospettiva fondata su archetipi cosmici facilita l’interpretazione o la lettura non solo dei comportamenti quotidiani, ma anche di quelli artistici. Inoltre rende maggiormente comprensibili quei comportamenti –che talvolta accompagnano le disabilità- comunemente considerati insensati e ai quali possiamo invece contribuire a ridare un senso ricorrendo al valore della metafora; questo facilita la ‘presa in cura’ di persone che si trovano anche in gravi difficoltà fisiche o psichiche.
Edizione di ore: 24 ore ore
Numero giorni: tre giorni
Numero sessioni per edizioni: dieci

Definizione Area di intervento:
  • Sviluppo Competenze Trasversali
  • Sviluppo Competenze e Abilita' Personali

Finalità del piano formativo:
  • mantenimento occupazione
  • mantenimento/aggiornamento competenze

Numero discenti (min/max): 6-18

Livelli di preparazione di ingresso richiesti ai discenti:
LivelloSiNoCaratteristiche e/o tipologie dei destinatari
NessunoDirigenti Scolastici e Docenti di ogni ordine e grado e di qualsiasi disciplina
Base
Intermedio

Obiettivi formativi specifici: 
• Approcciare la Disciplina della MusicArTerapia nella Globalità dei Linguaggi.
• Stimolare una maggiore conoscenza delle potenzialità comunicative proprie e degli altri, e dunque facilitare l’incontro e l’accoglienza della persona disabile considerata nella sua globalità.
• Capire l’importanza di riattivare il piacere di vivere, ed imparare a stimolarlo negli ospiti della struttura attraverso il compiacimento delle loro proprie tracce.
• Affinare la percezione e la conoscenza del proprio sé psicofisico, per comprendere più a fondo le esigenze della persona disabile e poterne favorire il senso di identità.
• Cominciare a saper osservare i comportamenti psicosensomotori degli ospiti (compresi quelli cosiddetti “insensati”) ipotizzandone il senso.
• Promuovere la capacità di traduzione di ogni linguaggio negli altri per favorire una maggiore plasticità nell’approccio alla realtà e quindi un'attitudine meno rigida e più disponibile all’accomodamento nelle nuove situazioni; gli operatori che ne comprendono il valore sanno poi essere propositivi in questo senso con i disabili.